Reportage evento conclusivo settimana dell’educazione per l’infanzia

News Settimana dell'Educazione

Anzio – Parrocchia ss. Pio e Antonio, 5 maggio 2018

Sono le 14.30 di sabato 5 maggio mentre mi avvio verso Anzio per partecipare all’ultimo evento conclusivo di questa quinta edizione della Settimana dell’Educazione. È la volta dell’Infanzia, i più piccoli, e mi dico tra me e me: “mo ‘ndo vado? – voglio proprio vedere dove andranno a parare sti piccoletti con un argomento complesso come quello del discernimento …”

Il clima non aiuta molto, ma almeno non piove. Qualche timido raggio di sole tenta di bucare le nuvole ma l’arietta è piuttosto fresca per essere in una località di mare a primavera cronologicamente inoltrata, ma quest’anno anche il meteo è piuttosto altalenante.

Raggiungo il cancello dell’oratorio parrocchiale. Non c’è molta folla intorno, vedo da lontano dei tavoli preparati con alcune mamme e bambini che passano, si fermano, fanno qualcosa e vanno oltre. Mi vengono incontro Silvia, Marcella, Rosanna, Adriana, Palma, Anna, Chiara, Viviana … e, via via tutte le IDR dell’Infanzia che – mi dicono – sono qui da stamattina a preparare, sistemare, addobbare, accogliere.

Sono tutte sorridenti ma visibilmente emozionate, come tante alunne al primo esame di scuola; sinceramente mi pare un pò eccessiva la loro mal celata tensione: e che sarà mai? Sono sempre bambini, in fondo si tratta dei loro alunni? … ma forse succede così quando ci si coinvolge così tanto, per un intero anno scolastico in un percorso educativo, e poi ci sono i genitori, e le colleghe, e il parroco, il vicario zonale, e Sistilia e la direttrice dell’Ufficio… insomma: quanto basta per agitarsi un tantino.

Arrivo ai tavoli e finalmente capisco. Qui si fa un pizzico di “anticamera guidata” con le maestre che ti invitano a intingere il dito dentro un vasetto di vernice colorata per poi lasciare la tua impronta su un cartellone bianco, già abbastanza pieno di colori, quindi ti aiutano a impugnare un pennarello colorato e ti guidano a disegnare un cuore, se poi sei proprio brava e sai già scrivere almeno il tuo nome, bè, allora, sei al top! E come si fa a dire di no? Mi fiondo anch’io a intingere il mio dito per lasciare la mia impronta, pardon: l’impronta dell’IRC!

Passo all’altro tavolo. Qui, tra zuppiere e sacchetti pieni di semi variegati e colorati, ci aspettano altre deliziose maestre che invitano a prendere un seme, poi un altro e un altro ancora… c’insegnano a selezionare e distinguere… poi ci dicono di portare con noi i semini che abbiamo scelto e dirigerci verso il terzo tavolo dove ci attendono altre magiche Idr. Qui la faccenda si complica un pò perché bisogna mettere i semini dentro un bicchierino precedentemente addobbato con su scritto il nome di ciascuno, versarci sopra della terra con un cucchiaino, facendo attenzione a non spargerla sul tavolo, e dopo, afferrare una bottiglietta piena d’acqua per innaffiare i semini che non si vedono più. Ci rassicurano che ora dormono al calore della madre terra, ma a breve cresceranno e sbucheranno fuori per diventare piantine. Ci crediamo e andiamo a posare i nostri vasetti sul tavolo successivo.

Che bello questo delicato itinerario alla scoperta della vita, in cui s’impara a scegliere, a curare le cose più piccole con attenzione e premura. Vedo i volti dei bambini, ma anche delle mamme e dei papà, attentissimi, osservo movimenti delicati, morbidi, quasi vellutati: sembra di stare in un altro mondo.

In realtà siamo già in un mondo altro, alternativo, fantastico, ma molto reale. Alcune maestre mi accompagnano a visitare la mostra dei lavori dei bambini delle scuole dell’Infanzia del territorio della diocesi di Albano. Mi sembra di camminare in una città diversa eppure conosciuta … attorno a me vedo disegni, cartelloni, pannelli, manufatti: è un arcobaleno di colori  da cui spuntano frasi brevi e intense, a volte dirette e mirate come frecce: io scelgo di vivere così … io scelgo di voler bene … io riciclo … io scelgo di amare e rispettare la terra … io rispetto le regole e le persone …e così via. Non mi stancherei mai di girare e rigirare perché non solo i disegni sono bellissimi – tutto realizzato dalle mani e dall’abilità dei bambini, condotti abilmente e amorevolmente dalle fate maestre -, ma il fatto è che in modo essenziale e senza filtri t’inducono a riflettere, a indugiare e anche a vergognarti un pò di fronte a certe verità espresse così semplicemente.

E ripenso alla fatica di noi adulti, ai ragionamenti di stamattina durante la riunione del consiglio pastorale diocesano, ai gruppi di confronto, ai tentativi di lettura del territorio, mentre loro, i bambini sanno dire verità grandi con parole così naturali, senza complicazioni. Se solo li guardassimo e li ascoltassimo di più … quante cose c’insegnerebbero … Ecco perché Gesù nel vangelo li prende ad esempio e ci dice che il regno dei cieli è di chi si fa piccolo come loro.

Beh, ora devo proprio entrare perché inizia lo spettacolo. E qui arriva il bello.

Presentati con disinvolta abilità dalla maestra Palma che conduce l’evento, si alternano sul palco ragazze che danzano leggere come farfalle: rappresentano il pianto della madre terra inquinata, corrotta e violata dalle mani dell’uomo e infine, delicatamente liberata e salvata dalle piccole mani di un bambino. Subito dopo la sala esplode perché arrivano Topolino, Minnie, Pluto e si canta, si balla, si applaude … ci muoviamo e saltelliamo tutti insieme ai bambini perché il ritmo incalza e ci prende. Intanto, sullo sfondo, scorrono i video dei lavori realizzati da tutte le scuole dell’Infanzia che hanno partecipato al concorso.

Ma come tutte le cose belle si arriva presto alla fine. È il momento di premiare le scuole vincitrici; mi si stringe il cuore perché i concorsi sono fatti così: bisogna scegliere appunto! ancora una volta … ma adesso mi sembra quasi un’ingiustizia premiare solo alcuni perché i lavori sono tutti belli, anzi: bellissimi e meritano tutti di essere premiati. Per fortuna sono state le giurie ad adempiere a questo compito, perché io non sarei riuscita a farlo, neppure sulla scorta dei criteri individuati. Per me hanno vinto tutti, hanno vinto soprattutto le IDR e quanti hanno collaborato in tanti modi, credendo nel progetto che abbiamo proposto.

Sono arrivati primi i bambini degli IC F. De Andrè e Enea di Pomezia, con la loro idr Rosanna Latte; secondi, i bambini dell’IC Garibaldi di Genzano con l’Idr Rosa Narducci; terzi, i bambini dell’IC D. Alighieri (plesso via della Tecnica) di Pomezia, con la loro Idr Viviana Mercuri.

Non finisco più di ringraziare mentre qualche lacrimuccia di commozione mi scivola, spero velatamente, sulle guance. Ho vissuto un’esperienza bellissima e intensa di relazioni profonde, umanizzate e umanizzanti. Mi porto via la gioia indicibile dei bambini, i volti dei genitori che accarezzano – come fosse un figlio – quel bicchierino di terra dove i loro bimbi hanno piantato i semi; le parole tenere e accoglienti del parroco, P. Francesco, il sorriso largo e allegro del vicario zonale, don Andrea; la pazienza e la dolcezza timida e riservata dei mariti di alcune IDR che si prestano sempre con estrema disponibilità a dare più di una mano.

Esco e mi invade una zaffata di dolce … vedo un gruppetto di idr, le “organizzatrici di prima linea” che tra una chiacchiera e l’altra, addentano allegramente una gustosa fetta di torta: ci voleva proprio dopo una giornata così intensa ed avvincente!

(Gloria Conti)

 

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