Settimana dell’Educazione: evento conclusivo per la Scuola Primaria

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Dalla scuola, al quartiere, alla parrocchia: questo l’itinerario che stiamo gradualmente compiendo mentre partecipiamo agli eventi conclusivi della Settimana dell’Educazione 2018 “Mò ‘ndo vado”. Sabato 28 aprile, infatti, è la volta della Primaria nei locali della parrocchia SS.mo Salvatore di Genzano.

“Maè, che è ‘l discernimento, se compra su Amazon?” L’avventura alla scoperta del discernimento per i nostri alunni delle elementari è partita esattamente da questa domanda,  tanto curiosa quanto provocatoria.

L’appuntamento per tutti è alle 15,30 presso il campo da gioco parrocchiale: un ampio spazio verde che invita a muoversi, saltare, giocare, divertirsi allegramente, mentre i genitori arrivano alla spicciolata in tenuta sportiva e con carrozzine al seguito. Qualcuno spande una coperta a terra e la famigliola si accomoda per benino, distendendosi e rilassandosi al calore del sole e nella quiete d’intorno, piacevolmente disturbata dal vociare festoso dei bambini e dagli ordini divertenti e allegri degli animatori (i mitici IDR della primaria) che non si lasciano affatto sfuggire l’occasione di divertirsi un po’ anche loro.

Basta poco: alcuni scatoloni che si trasformano in torri da conquistare, – sì perché si gioca alla “guerra colorata, quella che si fa con la pace – e allora vedi nugoli di bambini che vanno a intingere il pollice nei vasetti di vernice colorata tenuti in mano da Leo per poi correre a mettere il timbro sullo scatolone, vince chi mette più timbri dello stesso colore. È tutto un correre allegro che alza nuvole di polvere e tutto si confonde e riesci solo a distinguere i cartoni che si vanno velocemente tingendo di rosso, giallo, blu e verde.

Si passa rapidamente al gioco delle palline. Anche qui, basta tirare un filo da un albero all’altro per separare il campo e buttare le palline colorate nell’area di fronte. Non si parla di avversari, nooo! Qui si è tutti amici e ci si diverte solo a lanciare le palline colorate nell’aria come se il cielo dovesse diventare un grande arcobaleno. Infine, l’isola che non c’è, perché è un pezzo di cartone che sta sotto i piedi del  bambino scelto da ogni squadra e che bisogna difendere da chi cerca di strappartela e portarla via (gli animatori, naturalmente!). E allora li vedi ammucchiarsi, tendere mani, abbracciarsi, tenersi insieme in tutti i modi possibili per difendere quel pezzetto di cartone … mi diverto anch’io a guardarli … e mi rivedo bambina come loro, quando anche a noi bastava niente per giocare, divertirci ed essere felici. Che bello vedere che anche oggi, se glielo permettiamo, i bambini sanno ancora divertirsi così, con poco, perché la forza sono adulti significativi che li aiutano, li accompagnano e si coinvolgono con loro, fino a diventare come loro, pur rimanendo sempre il maestro Stefano, Ernesto, la maestra Sara, Patrizia …

Adesso che si sono sfogati per bene, si siedono tutti per una veloce e gradita merenda, mentre noi adulti ci avviamo al salone sottostante la Chiesa e aspettiamo che arrivino i nostri autori, attori, artisti: i nostri figli, insomma!. Qualche istante e arrivano, in un silenzio quasi perfetto! Non sembra vero vederli scivolare al loro posto, sedersi per la proiezione dei lavori delle scuole vincitrici, attenti e curiosi di vedere e applaudire.

Certo, i lavori fatti e riprodotti in video, le storie che hanno raccontato, disegnato e drammatizzato attraggono anche noi che siamo tutti lì rapiti dalle voci narranti, dai colori, dai particolari che hanno saputo rappresentare per raccontarci cos’è il discernimento, cosa hanno capito. Passano da Pinocchio, alla magia della memoria, dalla persecuzione dei primi cristiani alla sceneggiatura del martirio di Tarcisio, un ragazzo che sceglie il rischio di morire pur di portare l’Eucaristia e muore stringendosela al cuore.

Sembra di stare in un teatro vero, non manca niente, hanno pensato a tutto, nei minimi particolari. Ma soprattutto hanno capito in tanti modi che discernere porta necessariamente a scegliere e che siamo noi a decidere cosa e come vogliamo diventare: uomini o burattini.

Risultano vincitori – perché alla fine qualcuno deve pur vincere-:  1. IC P. Levi di Marino; 2. IC Ardea III di Ardea; 3. IC Matteotti di Pomezia, ma tutti in realtà hanno vinto e soprattutto, ci hanno avvinto! Eh sì, c’è sempre da imparare dai bambini e la cosa bella è che loro sono maestri critici e 

rigorosi, ma anche schietti e sinceri.

 

Mi intenerisce il gadget del tutto artigianale che gli insegnanti consegnano ai bambini come ricordo di questa quinta edizione della Settimana dell’Educazione: una stecca di legno (quelle dei gelati) su cui hanno scritto col pennarello “io c’ero”; sul retro una piccola calamita per appendere a “futura memoria” l’esperienza del discernere … servirà per gli anni che verranno.

(Gloria Conti)

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