Appuntamenti insoliti e coinvolgenti quest’anno per gli IDR della diocesi di Albano che hanno concluso da poco l’anno scolastico e anche l’intero percorso della formazione permanente. Nella settimana appena trascorsa, infatti, gli insegnanti si sono concessi un pomeriggio di riposo e nutrimento per l’anima. Venerdì 22 giugno, infatti, il seminario Vescovile di Albano ha ospitato don Luigi Verdi, responsabile della fraternità di Romena.
Un fiume in piena che stravolge le certezze e fa cambiare i punti di vista, così è stato definito da alcuni dei presenti il suo intervento in cui raccontato la sua vita, la sua esperienza di discernimento nel deserto, quello vero.
Un discorso forte, a tratti duro, costellato di spunti filosofici e parole che arrivano all’anima. Dall’infanzia dura e cruda, in una famiglia povera che a mala pena vive di stenti, fino a Romena, un crocevia di cuori che hanno nostalgia di Dio, di persone che vogliono crescere nella fede e nella conoscenza; uno spazio fatto soprattutto di sguardi, gesti e riconoscimenti che salgono su da dentro.
Un’esperienza strana come un temporale estivo, improvviso e inaspettato, in cui una grandine di parole vere ti cade addosso con veemenza e mentre ti fa pensare ti fa pure male perché riapre ferite forse mai chiuse del tutto. Eppure senti che cauterizza e risana, schiude squarci di luce e inonda di speranza le molte ombre che spesso intristiscono e bloccano la ripresa.
Parla di mandorli che fioriscono quando ancora c’è neve. Descrive la morte come il dono più prezioso al cui grembo affidare parole mai dette prima, abbracci mai dati, carezze furtive sfuggite di mano nel momento estremo … Lui dice che non c’è esperienza più ineffabile dell’accompagnare chi se ne sta andando stringendogli semplicemente la mano, in un silenzio colmo di eternità.
Dice che i nostri ragazzi hanno bisogno di fare esperienza di sane potature per crescere e che siamo noi gli sbagliati quando, riempiendoli di cose e di acconsentimenti li priviamo della fatica della conquista e non li attrezziamo adeguatamente per affrontare le difficoltà e i problemi.
Un parlare il suo, che ti penetra fin nel profondo e trafigge le poche certezze che pensavi di avere, andando a inciderti la carne, proprio lì dove ritenevi di stare al sicuro, difeso e ben protetto dalle fortezze che ti sei costruito e dai punti di vista che credevi inattaccabili. E assisti attonito al crollo inarrestabile dei tuoi castelli di carta. Un dono singolare per concludere in bellezza un anno scolastico già pieno di novità.
Il giorno seguente, sabato 23 è stata la volta di un gruppetto di IDR “folli” appassionati ed entusiasti, che presso il teatro della parrocchia SS. Trinità di Genzano, hanno dato vita alla prima festa degli IdR. L’idea iniziale era quella di trovare un modo per stare semplicemente insieme divertendosi e far festa. Da lì a pensare di mettere in scena il discernimento di Francesco e Chiara il passo è stato breve.
Così, tre mesi fa è nata una piccola compagnia di insegnanti, mariti, mogli, figli, alunni, pronti a realizzare il musical che da più di trent’anni racconta la vita del povero di Assisi: Forza venite gente! Idea pazza forse, visto il poco tempo a disposizione, le prove rubate a consigli di classe, collegi e turni. Nonostante questo, in barba alle imperfezioni e ai momenti difficili, il sipario si è aperto, e le luci, la musica e la voglia di farcela hanno avuto la meglio su tutto.
Riprodotto naturalmente, sotto la parrocchia, un ambiente perfetto: sembrava di stare in una cantina medievale di Assisi tra dame, menestrelli e cavalieri… . Uno splendido mix di adulti, bambini, insegnanti, famiglie: persone che hanno voluto divertirsi insieme, c’hanno scommesso e ci sono riusciti. Si sono divertiti e ci hanno fatto divertire.
Dopo il musical, abbondante cena condivisa con una varietà di accattivanti primi e secondi, panini e porchetta di Ariccia, romanella (vino leggero che ti fa subito andar su di giri), dolci squisiti e cocomero. E per finire … tutti in pista,con i balli che anticipano il sapore delle vacanze.
A questo punto hanno dato tutti il meglio di sé catapultandosi allegramente in scatenati balli di gruppo e trenini improvvisati capitanati dai più piccoli che hanno mantenuto le pile cariche fino alla fine. Sì, i più piccoli: attori nati – e il termine non è affatto metaforico – perché ne abbiamo visti esibirsi sul palco, con estrema naturalezza, ben mescolati con gli adulti, dai due anni in su, tenendo fieramente testa a mamme trepide ed emozionate.
È stato davvero bello incontrare gli IDR venuti, stavolta non per corsi, incontri o iniziative di formazione, ma appositamente per divertirsi, godersi una serata di sana allegria e divertimento; li ho visti rilassati, soddisfatti, contenti di farmi conoscere i rispettivi mariti, mogli e figli. E così la festa degli IDR è diventata spontaneamente anche festa di famiglia e di famiglie. E non c’è niente di più riuscito di ciò che sboccia senza laboriose organizzazioni o forzature.
Il momento dei saluti, alla fine, calmo e leggero, come la serata all’intorno, è calato in un’atmosfera che ricordava veramente la “perfetta letizia” francescana, in mezzo al vociare tranquillo degli “arrivederci alla prossima”, “questa è solo la prima di una lunga serie” e, sulle altre, la voce di Ernesto: “ho finito adesso di mettere le fascette ai fili … tenetevi tutto perché presto si replica”.
Arrivederci, gente di Assisi!!! Grazie a tutti per questa splendida follia di famiglia e di famiglie!
La direttrice
Gloria Conti
