(Con)dividere il sapere

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Quante volte, nel percorso della formazione scolastica, ci è capitato di chiederci: “a cosa mi servirà studiare questa cosa?”.

Da piccoli imparare è un po’ come giocare; poi si trasforma in un noioso e pesante obbligo per alcuni, oppure una dura sfida per altri. Non c’è dubbio: per quanto piacevole possa essere una materia, lo studio è un grande impegno per tutti. C’è chi però, nonostante la fatica e dubbi, sceglie di continuare.

Noi studenti universitari abbiamo scelto di investire per il nostro futuro, rischiando tempo, soldi, energie e passione perché vogliamo ancora imparare. Crediamo nella conoscenza come uno strumento in più, per guardare il mondo con un occhio attento, per scoprire le diverse realtà che spesso vengono dimenticate e per affrontare al meglio le sfide che ci si pongono ogni giorno. A volte facciamo fatica a vedere la connessione tra quello che studiamo con il nostro futuro lavoro o la nostra vita nel mondo.

Diceva Leo Buscaglia: “Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo”.  La conoscenza ci trasforma! Dall’ascolto alla rielaborazione di una nuova idea, diventiamo una persona diversa. Come con la fede, quando si scopre qualcosa di nuovo che ci affascina si ha voglia di donarlo. La conoscenza in sé chiede di essere condivisa per non essere dimenticata. Se il sapere non è condiviso è sterile; ma se è condiviso, si moltiplica e porta luce fin dove può arrivare.Nel riunirci come Pastorale universitaria, come studenti e amici, con la guida di don Nicola, quest’anno è nato in noi il desiderio di “donarsi”, di fare servizio insieme.

Non volendo dimenticare la nostra identità di studenti universitari, abbiamo pensato di poter “mettere a servizio” la nostra conoscenza per l’altro, nella speranza che la passione e la gioia che viviamo nel nostro studio individuale possa essere “estesa” a molte più persone, per crescere, conoscere e scoprire insieme.

Se lo studio ha il potere di cambiarci di volta in volta, poter crescere insieme nelle diverse esperienze di studio ci ha portato a fare esperienza del sapere dell’altro come un dono per noi, che ci arricchisce e ci lega. Aver bisogno l’uno dell’unicità e della passione dell’altro è avere l’opportunità di fare esperienza dell’amore fraterno. Un amore che ci rimanda a Dio, al suo crearci unici, in modo che potessimo essere necessari l’uno per l’altro, dove scopriamo che le diversità, qualsiasi esse siano, sono un dono meraviglioso.
L’idea ha preso forma come una lezione di un’ora, tenuta ogni volta da un universitario diverso, su uno spunto di interesse della sua materia.

L’iniziativa è iniziata con l’incontro di filosofia morale “What’s the right thinkto do?” sul tema della giustizia, presentata da Chiara Maffeis nella parrocchia di San Bonifacio a Pomezia. L’ esperienza ci ha mostrato una filosofia concreta e più vicina ai nostri pensieri, discussa e sperimentata insieme, coinvolgendo tutti. È stato speciale conoscere Chiara nella sua passione e conoscere nuovi ragazzi, creando una rete formata di legami di passioni e nuove scoperte.

Il prossimo incontro “Io sono bisogno” sul tema della psicologia dello sviluppo, è previsto per il 15 maggio alle 20:30, nella parrocchia di San Benedetto Abate a Pomezia, tenuta da Ilaria Bassolino e Martina Lunardini.
Vi aspettiamo per imparare insieme e condividere uno spuntino!

(Diana e Chiara, studentesse universitarie)

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