Al Garrone si sperimenta la didattica “Flipped Classroom”

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Direttamente dagli Stati Uniti arriva un nuovo metodo di didattica alternativa e a sperimentarlo nei Castelli Romani è stato l’Istituto superiore di Via della Stella conosciuto da tutti come “il Garrone” grazie al prof. Vincenzo Ferrenti e alla sua classe prima sezione C, coadiuvato dal collega di Religione, prof. Miceli Marcello.

La didattica innovativa si chiama “flipped classroom” ed è una metodologia in cui le classiche lezioni frontali e l’assegnazione del lavoro da svolgere a casa vengono capovolti.

L’insegnante assegna come compito a casa ai propri studenti alcuni video tutorial e simili da seguire su un dato argomento, libri, presentazioni, siti web prima di trattarlo in classe. In questo modo si può dedicare il tempo a disposizione a scuola per offrire chiarimenti, effettuare esercitazioni, rivedere video clip sulla lavagna multimediale o in laboratorio informatico, e qualsiasi altra attività funzionale a una migliore comprensione trasformando gli alunni da ascoltatori passivi a discenti attivi. Questo metodo didattico è stato ideato da due docenti americani, Jon Bergmann e Aaron Sams, che lo hanno applicato alla Woodland Park High School, in Colorado, nel 2006.

Il prof. Ferrenti, flipped teacher di primo livello, è entusiasta dei risultati ottenuti dai suoi alunni:  “Prima di tutto si richiede, da parte del docente, un’attentissima selezione delle risorse video che devono essere catalogate all’interno di un sito internet dedicato agli studenti. Questi ultimi, infatti, collegandosi nello spazio virtuale hanno sempre a disposizione i materiali didattici che il docente ha selezionato e/o creato proprio per loro e possono utilizzarli in qualsiasi momento della giornata”.

“Il docente essendo analista dei bisogni formativi di ciascuno, va incontro alle esigenze di tutti i ragazzi anche di quelli con Bisogni Educativi Speciali (B.E.S.). Lo stesso non sparisce ma cambia ruolo, da saggio sulla cattedra a guida al fianco che incoraggia gli studenti alla ricerca personale e alla collaborazione e condivisione dei saperi appresi”.

“Il vantaggio del flip teaching sta proprio nella possibilità di utilizzare in maniera diversa le ore di lezione settimanali dedicate all’insegnamento di una data disciplina, permettendo anche agli studenti di costruire il proprio sapere e di testare in qualsiasi momento le proprie competenze.

Ricorrere a tali metodologie farà sì che la classe segua l’insegnante con interesse e partecipazione senza che nessuno resti indietro”.

(Sistilia Tozzi)

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