Parto da un sondaggio fatto tra i bambini della scuola dell’Infanzia e Primaria, un paio di anni fa,quando con altre colleghe stavamo lavorando al progetto “Settimana dell’Educazione”.
Avevamo deciso di intervistare tutti i nostri alunni per poi parlare, negli incontri con i genitori, di quello che emergeva dalle loro risposte. Il 70% aveva espresso il desiderio e il bisogno di passare più tempo con i genitori, con calma e in modo rilassato: era chiaro che i genitori, presi dalla quotidianità, non gli dedicavano abbastanza tempo.
Ecco una giornata tipo dei bambini di età compresa tra i due anni e mezzo e i sei:
- Ore 7 -7.30 sveglia e colazione davanti ai cartoni, così mangiano senza storie; lavati e vestiti da mamma o papà, così non si perde tempo.
- Ore 8.30 entrata a scuola, quando non sono iscritti al pre-scuola, in tal caso l’entrata è dalle 7.30. Otto ore piene di scuola, dove gli insegnanti fanno richieste molto alte, spesso con tanti progetti e attività.
- Ore 16.30 uscita da scuola, se non rimangono per il post-scuola, in tal caso l’uscita è alle 17.30. L’uscita è sempre molto caotica, i genitori si innervosiscono perché non trovano parcheggio o vanno di corsa perché hanno lasciato la macchina fuori posto.
- Ore 16.45-17.00 alternati nella settimana, attività sportiva o lezioni di lingua straniera, musica…
- Ore 18 si va a fare la spesa
- Ore 19 rientro a casa, di corsa la spesa a posto, di corsa la doccia, di corsa i genitori preparano la cena e a volte i pasti per il giorno dopo; i bambini in attesa di mangiare davanti alla tv, così stanno tranquilli e non in mezzo ai piedi a far perdere tempo.
- Ore 20-20.30 cena davanti alla tv, così fanno meno storie per mangiare, a volte anche imboccati, per far prima.
- Ore 21.30-22 a letto…..forse, se si riesce a convincerli.
E così via, tutti i giorni!
E allora, loro, i bambini, fanno un mare di capricci, hanno comportamenti inadeguati a scuola, nelle attività sportive, al supermercato, a casa di amici … eppure hanno tutto! Tanti giochi, vestiti, le cose che gli piacciono di più mangiare, anche se sono schifezze dannose alla loro salute, tablet, televisioni, play station, tante opportunità educative! Ma che vogliono ancora?!
Non sanno dircelo a parole, ma ce lo dicono a modo loro, con i comportamenti, gli atteggiamenti, l’espressione, gli occhi; ce lo comunicano in mille modi. Noi però non abbiamo tempo, non ci fermiamo ad ascoltare.
Loro dicono questo: “Mamma, papà, maestra, andate piano! Ci fate fare troppe cose, ci bombardate. Non abbiamo bisogno del vestito alla moda, dell’ultimo gioco uscito,dell’ennesimo progetto scolastico. Fateci vivere, non ci disumanizzate!”
Perché è questo quello che facciamo: l’unica cosa di cui hanno veramente bisogno, prima di tante altre è il tempo: tempo per loro, da dedicare a loro.
Non ci stiamo rendendo conto, ma noi adulti siamo sotto assedio, ci stiamo disumanizzando, e la cosa ancor più grave è che non siamo consapevoli di farlo anche ai più piccoli.
Direte: che esagerazione! Provate a pensare quale rapporto abbiamo con le cose. Spendiamo un sacco di tempo a cercare di guadagnare di più per comprarci sempre più cose, a fare file pazzesche duranti i saldi per avere assolutamente quei pantaloni: che angoscia! a come la razionalità abbia deciso che non è più tempo di essere emotivi: che tragedia!
Provate a pensare a quanto tempo dedichiamo ai social, per essere connessi al mondo intero, e poi, non ci rimane tempo per entrare in relazione con gli altri: che peccato!
A come facciamo tutto di fretta durante la nostra giornata, senza poterci godere appieno niente: che scippo! Sì. Perché la fretta è ladra, ci ruba il tempo.
Allora, come porre rimedio a questo scenario apocalittico?
Ce le suggeriscono i nostri figli, con i loro bisogni e desideri, i nostri alunni: i nostri bambini.
Ci dicono:
“Fermatevi, abbiate il tempo di pensare, di pregare, di giocare, di guardare gli altri negli occhi; prendetevi tempo per passare del tempo con noi, senza pensare già a cosa dovete fare dopo.
Svegliateci con calma, con baci e abbracci e dateci la buonanotte, magari, con una favola!
Trovate li tempo di giocare con noi tutti i giorni, almeno un po’!
Il tempo di capire come comunicarci che ci amate, perché noi da soli non ci riusciamo.
Trovate Tempo.”
Nasciamo uomini , proviamo a diventare umani: è ora! E’ tempo di umanizzarci per noi e per il futuro dei nostri bambini.
(Laura Fatale)
