Essere maestri oggi…

Settimana dell'Educazione

Spesso si sentono critiche sugli insegnanti, sul loro fare, sulle ore lavorative settimanali, sui tre mesi di vacanze. Non voglio entrare in una gara dove viene stabilito chi fa il lavoro più faticoso, ma insegnare richiede il coinvolgimento totale perché consiste nell’aiutare gli altri, in questo caso i più piccoli, ad incontrare la vita.

Il desiderio di insegnare agli altri quello che uno sa, è il primo istinto che ti fa muovere verso il mondo della Scuola ed è il motivo per il quale molti scelgono questo lavoro. Bisogna provare empatia verso i bambini ed i ragazzi che ci vengono “donati”, dal bambino che urla, a quello che spinge, a quello che risponde, a quello che domanda a ripetizione, a quello che si distrae durante la lezione disturbando gli altri.

Ma anche a quello che ti saluta con il cuore, che rispetta le regole, che ti dona un sorriso e che ti aspetta. Ogni giorno cresci con loro e dopo un po’ ti rendi conto che tu più di chiunque altro puoi guardare il futuro perché ne sei artefice.

Insegnare è faticoso perché bisogna mettersi in gioco e non solo a parole, ogni cosa che fai, seduto o davanti alla cattedra, diventa specchio per i tuoi alunni: se sorridi impareranno a sorridere, se entri arrabbiato impareranno ad essere arrabbiati, se urli insegni ad urlare, se volterai loro le spalle lo capiranno. Insomma non bisogna trattare i nostri alunni come un lavoro, ma lavorare con loro, come un motivo per rinascere ogni giorno alla promessa fatta di essere un insegnante.

Fatta questa premessa mi presento sono un insegnante di religione cattolica della Diocesi di Albano, maestro Stefano Palocci, che, insieme ad altri insegnanti del Plesso “E. Morante”: Abruzzo Cesira, coordinatrice del Plesso, Celella Barbara, D’Arrigo Antonietta, Diamanti Roberta, Guidi Barbara, Sannino Maria, Drogo Rosario, con la collaborazione dell’Ins. Pugliese Giovanna, la collaboratrice Anna Tanzi, insostituibile, i genitori rappresentanti delle quinte sostenuti in modo encomiabile dall’Associazione genitori della Primo Levi e dagli ex alunni Yuri Renna, D’Avino Diletta e Silvia Grugnaletti dell’I.C. “ Primo Levi”, guidato dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Francesca Toscano, ha stravolto un po’ la didattica comune trasformando due UDA (unità di apprendimento), una scientifico-storica e l’altra tratta dal percorso di religione, in un unico percorso con il titolo “DI CHE STELLA BRILLI?” CON IL NASO ALL’INSU’ NEL PLESSO “E. MORANTE”. E fino a qui nulla di straordinario penserete, ma poi quando ho chiesto ai miei colleghi: “che ne dite, parliamo di stelle, facciamo una cosa: rimaniamo a dormire nel Plesso così abbiamo più tempo per discuterne, l’apoteosi!” Da subito però, i miei colleghi hanno condiviso con entusiasmo. Ora bisognava convincere la Dirigente, quando gli ho portato il progetto eravamo in corridoio e sottovoce gli ho detto: “vorremmo passare la notte al Plesso”, lei ha accennato ad un sorriso che dava consenso, ma poi vedendomi veramente convinto gli è venuto il volto da Dirigente con tutte le preoccupazioni del caso.

Ormai il treno era in partenza: ci prepariamo per la notte del 21- 22 Dicembre con la costituzione di due musei con i lavori dei ragazzi, aule trasformate in laboratorio, concerto notturno guidato dalla vice preside Prof. Laura Aquilani, montaggio di un planetario di circa 15mq illuminato da 23 costellazione e il sistema solare, riflessioni sulla creazione e sul Natale, 10 tappe ludiche, laboratorio dei desideri, cinema notturno, cena insieme e colazione, festa del dono e riassumiamoci in un video, ma la cosa più emozionante dormire nei sacchi a pelo sotto un soffitto illuminato di stelle e tutto questo farlo con i bambini delle tre quinte, VA-VB-VC, che hanno acquistato una nuova identità con un nuovo nome perché si sono trovati divisi in modo diverso, e non è stato un problema, un inno ed uno stemma, ma ancora più importante fatto scuola fino in fondo con i propri insegnanti che non hanno tenuto conto del suono della campanella!

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