Salve a tutti, sono un ragazzo che frequenta la seconda media dell’IC “Nettuno 1” sito in Nettuno. Anche se sono un ragazzo, agli occhi degli altri sembro un bambino della scuola primaria a causa della mia disabilità. Purtroppo non riesco a muovermi bene né a parlare correttamente, non so leggere ma ho imparato a contare fino a 10 grazie ai miei insegnanti. La materia che preferisco è la Musica, mi piace tanto ascoltare e cantare le canzoni, conosco tutte le sigle di rai yoyo e spesso la mia insegnante di sostegno, quando finisco il mio lavoro, me le fa ascoltare al computer della scuola o al suo cellulare.
Faccio parte del coro della scuola insieme a tanti altri ragazzi, alcuni hanno delle difficoltà fisiche come le mie, altri no, ma gli insegnanti dicono che sono un po’ somarelli e che gli è stata consigliata la partecipazione al coro per diventare più bravi, ci sono ragazzi stranieri, tra loro c’è anche un ragazzo cinese che mi è molto simpatico perché a scuola ne combina di tutti i colori e mi fa tanto ridere, ma ci sono pure quelli che vanno bene a scuola, insomma, è un coro molto variegato!
Frequento le prove una volta a settimana insieme alla mia insegnante che sta con me per aiutarmi; i maestri del coro sono bravissimi e simpatici e alcune volte un po’ buffi, pensa che per insegnare le canzoni fanno dei gesti strani con le mani che io non capisco ma mi fanno tanto divertire.
Ho imparato tante canzoni, quelle che mi piacciono di più sono Syhamba e Simamaka due brani africani che abbiamo cantato nel concerto di Natale di quest’anno insieme a tanti strumentisti bravissimi che ci hanno accompagnati.
Mi piace tanto partecipare alle prove del coro, quando arrivo molti ragazzi mi vengono a salutare, mi prendono la mano e mi accompagnano nella mia postazione dove c’è una sedia pronta per me perché non riesco a stare in piedi per molto tempo. Spesso faccio i capricci forse per la stanchezza o per la troppa confusione, qualche volta, durante la pausa, i miei compagni urlano un po’ troppo e a me dà fastidio, ma la mia insegnante è così carina che mi porta fuori nel cortile della scuola per farmi prendere un po’ d’aria e mi dà le caramelle di cui io sono molto goloso. Tutti i miei insegnanti mi hanno consigliato di partecipare al coro perché dicono che così conosco molti amici e mi serve per l’integrazione, boh! Non so neanche che cosa voglia dire questa parola!
Dicono che cantare insieme sia importante per instaurare delle relazioni tra pari, per migliorare l’autostima, per acquisire sicurezza, per tirare fuori le potenzialità di ogni ragazzo… Ma come parlano difficile! Io so solo che canto canzoni bellissime e che mi diverto tanto perché nel coro non esiste chi è più bravo degli altri, siamo tutti uguali, cantiamo tutti insieme e ci emozioniamo tanto. Non dimenticherò mai il concerto di Natale di quest’anno, quanta emozione! Abbiamo cantato canti natalizi tradizionali e brani africani accompagnati dalla banda del nostro paese tutto dal vivo. Mi tremavano le gambe nel vedere tanta gente presente al concerto, quanti applausi, e come eravamo belli con i nostri gilet natalizi. Siamo stati bravissimi ci hanno fatto tanti complimenti e mi hanno fatto parlare pure al microfono, che onore, mi tremava la voce dall’emozione ma sono riuscito a dire “Grazie a tutti”.
Ho voluto raccontare l’esperienza di uno dei tanti alunni che frequentano il coro della scuola, nato come progetto d’integrazione e valorizzazione delle potenzialità che spesso i ragazzi non pensano di possedere e che, in un contesto diverso da quello prettamente didattico, emergono. La musica è il canale comunicativo universale per eccellenza, la si impara vivendola fisicamente ed emotivamente, è un grande mezzo per la socializzazione, aiuta il ragazzo a superare il proprio egocentrismo e lo abitua all’ascolto e alla collaborazione con gli altri. Essa abbraccia più sfere della persona: quella individuale, relativa all’esperienza dell’individuo e quella collettiva relativa alla vita sociale, in entrambi i casi è fortemente legata ai sentimenti e all’esperienza dell’uomo; ha, inoltre, la capacità di metterci in sintonia con l’ambiente, con gli altri, con noi stessi e al pari di ogni linguaggio, comunica attraverso i suoni e i suoi silenzi. Nei giovani la musica ricopre una funzione importante, soprattutto nella relazione tra sé e gli altri, tra il proprio mondo interiore e l’ambiente circostante. Rappresenta il luogo privilegiato in cui realizzare sia il bisogno di appartenenza che il desiderio di autorealizzazione. Abitua i ragazzi alla cooperazione e all’accettazione dell’altro e al superamento di ogni barriera fisica, culturale, linguistica. Che si tratti di svago o di un ‘espressione artistica, è per i giovani un’apertura al mondo circostante.
Giuseppina Catanzani)
