Io sono bisogno

Feritoie Rubriche

Il giorno 16 maggio, noi studenti universitari ci siamo incontrati presso la parrocchia di San Benedetto in Pomezia, per riflettere e confrontarci sulla tematica del bisogno. L’incontro è stato guidato da noi studentesse universitarie: Ilaria Bassolino, laureanda in psicologia, e Martina Lunardini, laureata in scienze dell’educazione e della formazione e laureanda in pedagogia. Questo appuntamento s’inserisce nell’ambito del percorso che stiamo portando avanti sulla condivisione del sapere, che ha come scopo quello di affrontare le discipline universitarie e la cultura, all’interno di un clima di amicizia e alla luce dell’incontro con Gesù. Nessun aspetto della vita, infatti, può essere lasciato fuori dall’esperienza che Gesù stesso ha iniziato nella storia.

Per questo desideriamo condividere, in sintesi, i temi e gli autori trattati, partendo proprio dallo studio delle nostre discipline.

Innanzitutto, in linea con il prossimo Sinodo dei giovani, la scelta dell’argomento è nata da un confronto interno all’equipe di pastorale universitaria, desiderosi di trovare un argomento che fosse importante per la nostra generazione e che fosse vicino a ciò che studiamo.
Abbiamo iniziato proiettando la frase del filosofo inglese Bertrand Russell: “La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità”. Desiderare e avere bisogno, quindi, sono due facce della stessa medaglia, ma la differenza ci permette di capire come noi giovani stiamo orientando le nostre scelte. Desiderare(dal latino “interrogare/fissare le stelle”) presuppone, come nel bisogno, avvertire la mancanza di qualcosa o qualcuno nella propria vita, ma essa (la mancanza) ci scuote a tal punto che la nostra anima indirizza il nostro cuore e il nostro corpo ad avviare un percorso per poter colmare il “vuoto”.

Il bisogno, invece, fa parte della nostra stessa esistenza umana, senza bisogno saremmo morti! I bisogni si basano su esigenze impellenti che, come affermava lo psicologo Maslow, sono alla base della nostra esistenza: mangiare, bere, affettività, circondarsi di amici o essere sicuri di noi stessi… questi sono bisogni. Personaggi illustri della psicologia come Freud, Lacan o Frankl hanno studiato il comportamento dell’uomo in entrambe le aspirazioni. Persiste un limite: il rincorrere affannosamente un bisogno dietro l’altro e ardere per un sogno irraggiungibile, può sfociare in malattie mentali o in dipendenze (di relazioni, di oggetti o di persone). Per evitare il rischio, dobbiamo chiedere aiuto all’altro.

Per Erich Fromm, psicologo e sociologo delle relazioni, l’uomo deve essere consapevole delle sue scelte e comprendere se la propria vita si basa sull’ESSERE o sull’AVERE. Essere presuppone porsi come obiettivo la propria e l’altrui autorealizzazione, accettando i propri limiti e il proprio egoismo. Avere è considerarsi come dei vasi da riempire, il cui fondo non sarà mai colmato. La società capitalista nella quale abitiamo basa tutte le sue scelte sull’avere, per questo l’uomo non sarà mai totalmente felice.

Come affermava il pedagogista brasiliano Paulo Freire, abbiamo bisogno degli altri per non essere più oppressi, ma uomini liberi in comunione con il mondo, per vivere il presente, senza ancorarci al passato o ansimare per il futuro; giacché, come afferma il Nostro: “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: ci si libera insieme. Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: gli uomini si liberano nella comunione”.

Noi ci accorgiamo che la comunione, non è una bella idea, ma il volto di Gesù che ci viene incontro.

(Ilaria Bassolino e Martina Lunardini)

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