Un pomeriggio di festa

La voce degli alunni Rubriche

Appoggio la borsa sulla sedia, li guardo, sorrido. Cerco di indovinare rapidamente come stia andando la settimana, se è tutto a posto e se ci sono domande nascoste dietro a uno sguardo diverso dal solito.

Faccio l’appello anche se siamo all’ultima ora, loro sanno che con un nome e un sorriso si inizia meglio qualsiasi lavoro.

Dal secondo banco si leva un mormorio…oggi è il grande giorno, ho portato la reflex per fotografare le scritte che faremo alla lavagna, tutto per il progetto che ci sta impegnando nelle ultime settimane.

Abbiamo parlato, riflettuto insieme, cercato canzoni, creato testi, adesso mancano le foto e il montaggio finale. Ognuno ha un compito, ogni anima bella che è seduta tra i banchi ha voluto contribuire, scegliendo i compiti in cui si sentiva più a proprio agio, o quelli in cui vedeva una sfida.

Ho visto la bellezza attraverso i loro occhi, ho ascoltato la meraviglia delle loro voci, delle idee che prendono vita tra le risate e i rapidi mutamenti dell’adolescenza.

Le parole diventano graffiti improvvisati, il rumore degli scatti crea un silenzio riverenziale, come se l’obiettivo potesse cogliere di sorpresa anche l’espressione di chi sta fotografando.

Adesso è tutto pronto, la mia pen-drive nera con uno smile attaccato sopra inizia a girare tra i banchi, la prossima settimana ci sarà l’evento conclusivo.

Saremo tutti emozionati come oggi, consapevoli di aver partecipato a qualcosa che va oltre il progetto e arriva in quel processo delicato e fragile che gli adulti chiamano crescita. Io lo chiamo ancora incanto.

Fino a qui i pensieri da insegnante. E anche se so che di questi eventi è già stato detto molto, ho voluto aggiungere le voci dei ragazzi, perché sono loro, poi, a creare quell’incanto.

“Per chi pensasse che la scuola sia solo noia e lavoro…si sbaglia!

Quest’anno, il quinto per la precisione, si è tenuto un evento per la premiazione di tre scuole del territorio diocesano che hanno partecipato al concorso associato al progetto “Settimana dell’educazione”.

I lavori sono stati svolti da noi ragazzi, sul tema del discernimento, e in particolare i vincitori avevano parlato di bullismo, salvaguardia del creato, giustizia e lotta contro la mafia.

Noi ci siamo impegnati nell’organizzazione, perché oltre alla premiazione ci sono state esibizioni e riflessioni. Tutto è cominciato con la distribuzione di post-it e pennarelli colorati, per far scrivere una scelta bella, e far fiorire un giardino speciale nella sala!

Poi si è proseguito con due esibizioni di danza, e una ha visto protagonista un nostro compagno! Al centro del pomeriggio abbiamo ascoltato i brani del coro polifonico “InGrado”, costituito da adulti, di cui fanno parte anche alcuni nostri insegnanti.

Infine è arrivato il momento della premiazione! La mia scuola ha affrontato il tema della bellezza, riportando esempi e pensieri che la rappresentassero, con immagini e parole scelte dagli alunni e dai genitori. È stato davvero bello, perché per la prima volta ho potuto lavorare con molti ragazzi e ragazze della mia scuola. La festa poi, è stata un’occasione per stare insieme, studenti, insegnanti e genitori, fuori dalla scuola e in un momento in cui tutti erano attenti a ogni canto o danza che proponevano i ragazzi.

È stato direi indimenticabile, perché dedicato a tutti i ragazzi, a tutte le persone che provano a fare dell’arte, anche se, per quanto riguarda il mio pensiero, ognuno di noi è arte, solo che la esprime in modi diversi. La cosa più bella era vedere il cartellone pieno di post-it, che per me voleva dire essere arrivati a far capire le cose su cui noi stiamo lavorando in questo anno scolastico.

Ognuno di noi aveva lavorato a qualcosa, chi per il video, chi per l’organizzazione. E poi, dopo la premiazione, il discorso della direttrice è stato emozionante, perché ci ha detto di continuare così, perché abbiamo molto potenziale. È stato quasi “rilassante” sentirselo dire! Fieri di avere partecipato!”

Non è la prima volta che vivo da vicino uno degli eventi conclusivi della Settimana dell’educazione, anzi, posso dire di essere cresciuta con questo progetto, come insegnante e come persona. Ogni volta, però, è un’emozione nuova, perché, come dicono i ragazzi, è un momento di festa, che va oltre la scuola e crea incontro.

Portare avanti un progetto, tra gli altri mille impegni scolastici quotidiani, può essere faticoso, perché bisogna rosicchiare minuti, mettere in campo pazienza e tenacia, ma il risultato supera ogni aspettativa. Vedere la loro gioia, vederli impegnati perché sentono che quello che stanno facendo è merito loro, diventa la ricompensa più grande. E allora al prossimo anno, al prossimo incanto!

(Elisa Ognibene, Chiara, Daniele, Francesco, Martina)

Condividi