Mattina 2018

Postille Rubriche

Martedì, ore 14,00. In sala docenti ci siamo solo noi due… Abbiamo ancora una ventina di minuti prima che inizi l’ennesima riunione della Commissione Continuità; siamo le uniche ad aver consumato un pasto frugale a scuola e, nell’attesa, due chiacchiere “ci stanno tutte”. Conosco Laura da anni, siamo colleghe storiche ormai, insegniamo la stessa disciplina e spesso ci confrontiamo, sempre rapidamente e nei corridoi, trafelate a volte, per imprevisti ritardi, a causa di tutte le molteplici incombenze dovute all’ordinaria gestione della scuola odierna!  Abbiamo molti punti in comune Laura ed io: la passione per il nostro lavoro in primis, ma soprattutto un amore incondizionato, a volte sofferto, per questi nostri ragazzi, alcuni soli, a volte “dimenticati”, anche se in apparenza può sembrare il contrario…C’è un aspetto, però, che ci differenzia: lei non è credente. Io, da parte mia, da tempo sostengo che è una credente inconsapevole. Lei, rispettosa del mio pensiero, sorride sempre… E’ una donna sensibile, Laura, a cui piace l’essenzialità, l’andare subito al nocciolo dei problemi e, forse, anche per questo oggi mi racconta una sua lezione, che ha avuto esiti inaspettati…

– Ascolta, oggi Sandrone mi ha davvero stupita, e non solo lui! –

Si riferisce ad un alunno della sua terza, un ragazzotto alto e massiccio, buono come il pane, con qualche problema di dislessia, che tutti, docenti compresi, ormai chiamano così. Non apro bocca e la lascio proseguire.

 – Stavamo esaminando “Mattina” di Ungaretti, ed io mi aspettavo le solite battute dei ragazzi del tipo: – Prof. Questa sì che è la poesia da portare all’esame!  Due versi facilissimi, non c’è niente da dire…fossero tutte così le poesie! – 

Sorrido; infatti queste sono stati i commenti più gettonati anche nella mia terza.

 – Invece Sandrone ci ha spiazzato da subito: ha detto che secondo lui Ungaretti ha avuto un attimo di folgorazione, che lui stesso ha provato una mattina d’estate aprendo la finestra e lasciandosi avvolgere dal sole… si è sentito felice, come se non fosse più in questo mondo, ma in un’altra dimensione. I compagni erano sbalorditi, e anche io; certi ragionamenti così filati e introspettivi non sono tipici di Sandrone! –

Vorrei aggiungere che una simile esperienza, però, deve averlo toccato dentro, ma lei prosegue:

– Pensa che, questo, ha scatenato un dibattito, perché Marta, a cui non sfugge niente, ha fatto immediatamente notare che Ungaretti scrive “M’ illumino d’immenso” in piena Prima Guerra mondiale, che quindi è un’ambientazione ben diversa dalla tranquilla mattina estiva vissuta da Sandrone, appena sveglio, spalancando la finestra. A questo punto alcuni hanno voluto fare una ricerca su internet, per mezzo della LIM, perché l’antologia non chiariva bene il contesto creativo di Ungaretti. Si erano così infervorati, che non sono intervenuta, spiegando io, ciò che poi hanno scoperto… Sandrone, che non legge volentieri a voce alta, ha invece voluto leggere a tutti:

“Mattina fu scritta a Santa Maria la Longa, il 26 gennaio 1917, mentre il poeta, con il suo battaglione, era nelle retrovie, per un periodo di riposo dal combattimento in prima linea”. Per cui ha ribattuto alla compagna: – Vedi? Si stava riposando; quindi poteva avere un attimo di tranquillità dopo tutto quel casino che aveva vissuto in trincea, no? –

Naturalmente né io né Laura facciamo più caso a certa terminologia, in sede di discussione, nelle nostre classi … – Ma senti cosa è successo dopo: ha voluto parlare Alexandra, sai… la ragazza ucraina, arrivata due anni fa, quella ortodossa praticante, che ancora fa il corso d’italiano per stranieri il pomeriggio?… La ricordo benissimo…

Ha detto che Ungaretti, anche se in quel momento non stava combattendo, aveva comunque visto cose tremende prima, e, proprio a causa di quelle, trova la vera pace, mentre è avvolto dalla luce del mattino. E mi ha detto anche: – Prof., come Leopardi sul suo colle, a Recanati! Tutti e due i poeti stanno bene solo nell’infinito…Sono rimasta sbalordita! Due alunni così diversi e… con tanti problemi in italiano, che sono stati in grado di fare simili ragionamenti!!! –  

Vorrei dirle: –  Eh già, cara Laura, dovresti arrenderti all’evidenza: la tensione dell’uomo all’infinito non è altro che il desiderio di Bene, di Bellezza eterna che ognuno di noi ha dentro di sé, perché scritti nel suo spirito dal nostro Creatore… Non c’è predisposizione all’italiano che tenga… Anzi, solo chi ha il coraggio di ascoltare fino in fondo il proprio cuore può arrivare a certe conclusioni, ed è lampante che quei tuoi due ragazzi lo hanno fatto…  Invece le propongo: – Prova anche ad affrontare con loro “Dannazione”, del 1916, te la ricordi?

Chiuso tra le cose mortali

(Anche il cielo stellato finirà)

perché bramo Dio?

Io l’ho fatto in classe mia, la settimana scorsa, ed ho avuto delle sorprese…Scommetto che anche tu, con simili premesse, ne avrai altrettante. Poi, martedì prossimo, sempre a quest’ora, ne riparleremo… –

Laura è perplessa. Lo farà?

Stanno arrivando i colleghi per la riunione ed io penso…. che il Tempo non è nostro! 

(Antonella Truant)

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